100 pregiudizi sugli stranieri (work in progress)

100 PREGIUDIZI SUGLI STRANIERI

Ho da molto tempo in mente questo progetto, ho pensato di fare una raccolta di situazioni imbarazzanti, a cui ho assistito o che ho vissuto a causa delle mie origini non italiane, per mostrare quanto sconforto si prova quando ci sono i pregiudizi.

Mi auguro che queste poche pagine possano in breve tempo risultare “superate”, soprattutto per la riduzione o l’eliminazione di quei pregiudizi (“noi siamo meglio degli altri”), arbitrari ed etnocentrici che rendono difficile la comprensione reciproca.

“Dovremo renderci conto che la “diversità culturale” è una risorsa positiva in quanto ci protegge dalla rigidità e ci prepara meglio a risolvere i problemi che sicuramente dovremo affrontare, o che già stiamo affrontando.” Ivo Lizzola, università di Bergamo

Test IAT Harvard

https://implicit.harvard.edu/implicit/italy/selectatest.jsp

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Lo straniero non può realizzare progetti importanti.

A Roma, il mio datore di lavoro, un signore di una certa età, tutte le volte che esternavo il mio sogno, quello di tornare a fare la maestra, continuava a dire che non avrei mai potuto insegnare in Italia per il semplice motivo che no ero italiana. Era così convinto che io stessa iniziavo a dubitare delle mie possibilità.

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Allo straniero si da del tu.

Ma lui si deve rivolgere in maniera formale.

https://leimprontedellemiemani.wordpress.com/2011/04/22/scusa-non-ti-avevo-visto-stereotipi-e-pregiudizi-etnico-razziali-e-non-solo/

“consideriamo gli extracomunitari di rango inferiore, persone da trattare con condiscendenza, sufficienza e poco riguardo, indipendentemente se in regola con i permessi di soggiorno, se paghino regolarmente le tasse e si comportino da onesti cittadini.” Paola Sacchettino, le impronte delle mani
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Lo straniero non deve parlare la lingua madre a casa 

Ricordo che nell’anno di arrivo in Italia, mia figlia è stata inserita in prima elementare. Al primo colloquio, ma anche nei colloqui successivi, le maestre mi raccomandavano di non parlare la lingua madre in casa, ma l’italiano. Che io appena conoscevo a livello pre-A1 😦

“Una volta pensavamo di liquidare il problema della mentalità diversa dello straniero sperando che mandandolo a scuola, obbligandolo a usare la nostra lingua e così via, lui avrebbe smesso di essere diverso. Quello che dobbiamo fare oggi, invece, è acquisire l’arte della comunicazione tra stranieri senza che loro smettano di essere stranieri, senza che loro rinuncino alle loro differenze.” Bauman (Immigrazione? Torniamo bambini)

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Lo straniero fa sempre finta di non capire.

Viaggiando con Trenord osservo spesso il  diverso comportamento del controllore nei confronti del viaggiatore senza biglietto: se è inglese o nord europeo, in tranquillità si chiede il pagamento in loco e il dialogo avviene in inglese; se è extracomunitario che non parla l’italiano, la lingua di comunicazione rimane l’italiano e spesso il comportamento del controllore è di tipo provocatorio.

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Lo straniero ha delle cattive intenzioni.

Sono in attesa al bancomat e il signore davanti a me, dopo aver fatto il prelievo, mi si rivolge, indicando un gruppo di giovani di colore, che stavano parlando tranquillamente seduti su una panchina, non molto lontani da noi:

“Come si fa che questi extracomunitari sono sempre qui quando io faccio il prelievo?”

Pensava che gli avrei dato ragione.

“E’ un paese libero”.

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C’è da avere paura dallo straniero.

Siamo dal parrucchiere e una donna inizia a lamentarsi che con tutti gli extracomunitari si ha paura a prendere il treno (anche nel tempo libero c’è da combattere).

Rispondo che io lo prendo tre volte a settimana, anche negli orari serali, e non mi ha mai importunata nessun extracomunitario.

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Allo straniero vengono attribuite caratteristiche primitive.

Una collega mi dice un giorno:

“Ti vesti come noi, a volte non sembri straniera”.

Rispondo:

“Scusa, non mi sono messa la pelliccia di bisonte oggi. L’ho lasciata nella caverna”.

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Un giorno sento i suoi lamenti:

“Non so come mai capitano tutti a me, l’anno scorso una collega terrona, quest’anno me n’è arrivata una straniera!”

Queste sì che sono le disgrazie della vita!

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Lo straniero non è capace di esprimere le proprie idee

Cosa dire sulla gente che non ti fa parlare? Appena ti fermi un secondo a riflettere su come esprimerti, che non è così naturale come per un parlante nativo, pensano di sapere esattamente cosa vuoi dire e si sentono autorizzati a parlare al posto tuo (la maggior parte delle volte dicendo l’esatto contrario di quello che avevi in mente).

Lasciatemi finire per piacere!

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Lo straniero può svolgere solo lavori umili.

Incontro alle Poste un conoscente e iniziamo a parlare mentre aspettiamo il turno allo sportello. Mi chiede che lavoro faccio e io rispondo che sono insegnante.

“Di inglese?” mi chiede (almeno la competenza in inglese viene riconosciuta:))

“No, di scuola primaria”, rispondo.

Lui mi domanda subito:

“In una scuola privata, vero?”

Io rispondo che lavoro nella scuola pubblica.

Vedo nel suo sguardo un’incredulità che quasi mi fa sentire in colpa.

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Lo straniero ha competenze inferiori.

Faccio un esame di lingua italiana con una collega e aspettiamo i risultati. Lei non è riuscita a passare tutte le prove del test mentre io sì.

“Forse ti hanno fatto passare perché non sei italiana”, riflette lei a voce alta.

Freud l’avrebbe chiamato meccanismo di difesa.

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Le donne straniere sono qui per rubare i mariti.

Il pregiudizio più ingiusto è quello sulle donne dell’est.

Qui avrei molto da raccontare.

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Lo straniero fa ridere. 

L’atteggiamento più più disonesto è quando tu inizi a parlare pubblicamente, e magari ti sei preparata un discorso e hai qualcosa di importante da dire ma, appena apri bocca, alcune persone iniziano a ridere.

Io parlare male tua lingua??

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Lo straniero possiede un registro linguistico basso.

Stavo partecipavo a un lavoro di gruppo, in cui si dovevano coniugare dei termini nei registri formale (tecnico, burocratico, letterario) e informale (diastratia, diafasia, diamesia).

La collega, che non conoscevo bene perché eravamo all’inizio del percorso,  si è girata verso di me:

“Mi dici alcune parole del registro informale trascurato?”

La mia risposta è stata:

“Me lo chiede perché pensa che conosca solo il registro informale?”

Mi risponde:

“No, per coinvolgerti.”

All’italiano neo-standard o standard non arrivo.

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“Aiutiamoli a casa loro”

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Il falso mito dell’invasione

La quota di stranieri varia notevolmente tra i paesi europei: il 10% in Spagna, il 9% in Germania, l’8% nel Regno Unito e in Italia, il 7% in Francia.

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Lo straniero ruba il lavoro

E’ necessario un aumento degli immigrati in Italia di circa 1,6 milioni di persone per compensare la riduzione della popolazione italiana in età lavorativa causata dalla diminuzione delle nascite, per salvaguardare l’attuale forza di lavoro, per garantire l’attuale capacità produttiva del Paese e per rendere sostenibile il sistema previdenziale.

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Il razzismo è un’ ideologia caratterizzata da un insieme di credenze per cui il gruppo razziale in posizione subordinata è ritenuto biologicamente e culturalmente inferiore al gruppo razziale dominante.