LA VENDEMMIA, testo facilitato per gli alunni di origine non italiana.

La vendemmia (raccolta dell’uva)

vendemmia
“Evviva! Evviva! Oggi vado a vendemmiare” esclamò Luca che finalmente poteva recarsi (incamminarsi, dirigersi) da suo cugino in campagna per aiutarlo nella vendemmia. Lungo il filare (filare di viti, serie di viti allineate) filare di viti alcune donne tagliavano i grappoli grappolo maturi e li gettavano nelle casse di plastica. Anche Luca cominciò a tagliare con entusiasmo. L’uva era nera, gli acini (chicco dell’uva) gonfi di mosto mosto sembravano dire “Assaggiami”.
Luca pensò: “Che bello fare il contadino contadino, all’aria aperta, a contatto con la natura”. Ma a poco a poco le braccia cominciarono a fargli male. Le gambe poi, erano diventate pesanti, faticavano perfino a stare in piedi. Continuò a lavorare fino al tramonto tramonto in vigna.  Allora finalmente ritornò a casa, si sdraiò sul divano e mormorò (bisbigliò, sussurrò):
“E bello fare il contadino, ma molto, MOLTO faticoso”.
“Cos’hai detto?” chiese la mamma. Ma lui si era già addormentato come un masso (dormire di sonno molto profondo).
Lorenzo Taffarel

La vendemmia

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