LA MAGIA DEL MAGO FIFONE-testo facilitato per gli alunni di origine non italiana

C’era un mago che, quando voleva fare una magia, sentiva una paura tremenda(terribile); gli tremavano le mani e balbettava(pronunciare le parole male, a stento e ripetendole).

Una mattina arrivò da lui un bambino molto piccolo e gli disse:-Senti mago, perché non mi fai una bella magia? Così poi sono capace di fare salti più alti di quelli dei canguri! Io ho un amico canguro canguro che mi prende sempre in giro. Mi dice: Non sai neanche saltare uno sgabello!( sedile per una sola persona, in genere senza spalliera e braccioli, sorretto da una, due, tre o quattro gambe).sgabello

Quel mago afferrò(prese con forza, con decisione) la bacchetta magica bacchetta magica

e la alzò. Le mani gli tremavano, ma chiuse gli occhi e disse:

Guizza sicuro come un siluro!(pesce d’acqua dolce)siluro

Salta via il muro più alto di un canguro!

Abra abrí, la magia è qui!

Passò di lì il canguro che gridò:

-Poverino, non salti nemmeno un pochettino!

Mentre il canguro saltava, anche il bambino saltò e saltò sopra al canguro.

Il canguro guardava in giù per vedere dov’era rimasto il bambino.

Poi guardò in su e vide volare il bambino felicissimo.

bambino felice

P.Carpi, Il libro delle storie, Nuove Edizioni Romane

File_001-19

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