Intercultura

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Se vogliamo guardare lo studente straniero come un povero immigrato che arriva in Italia e deve imparare l’italiano, e chissà quanto tempo ci metterà, e chissà se arriverà mai a usare il congiuntivo, che noi pensiamo sia lo scopo della sua vita, questo ragazzo per noi sarà sempre in difetto, sarà un problema.
Se lo guardiamo invece come un cittadino del mondo, come potrebbe essere per esempio un ragazzo indiano che arriva in Italia parlante nativo di inglese, che sa anche l’urdu e il punjabi, e che con l’esperienza dello spostamento in un altro paese acquisisce anche delle competenze interculturali e un livello base di italiano, davanti a lui dobbiamo pur riconoscere che è un ragazzo attrezzato tre volte più di un monolingue, e che le sue prospettive di lavorare e di vivere in qualsiasi parte del mondo sono praticamente infinite.
Dipende tutto dalla prospettiva.
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