Convegno Anils(associazione nazionale insegnanti di lingue straniere e italiano L2) Milano 24 novembre 2017

CONVEGNO ANILS PROGRAMMA E L’ABSTRACT

“A: Ma a che cosa serve un libro ?
B: A comunicare il sapere, o il piacere, comunque ad aumentare la conoscenza del mondo.
A: Quindi, se ho ben capito, serve a vivere meglio.
B: Spesso si.”
Bruno Munari, Citazione dai Prelibri, Danese, 1980

ANILS_Milano_23-25-nov-17_Locandina_convegno

workshop-anils-convegno-2017

2017-11-24-PHOTO-00000052

La costruzione dell’identità negli alunni di origine non italiana è stato un tema di riflessione della commissione Intercultura, concretizzata in un progetto intitolato Scriviamoci una storia, che è stato presentato a Milano in occasione del convegno Anils del 24 novembre 2017.

Il periodo dell’adolescenza in cui si costruisce l’identità, è faticoso per qualsiasi ragazzo, ancora di più per gli studenti di origine non italiana che hanno una storia in cui si intrecciano due mondi: la famiglia e la società, ciascuno di loro con delle richieste spesso contrastanti.

La famiglia pretende da loro una certa fedeltà ai valori culturali e religiosi, mentre la società pretende l’integrazione, a volte vista come una rinuncia a quello che si ha di estraneo accompagnata dalla conseguente adesione, senza resistenze, alla cultura dominate.

Nello stesso tempo in famiglia sperimentano una certa sfiducia, in quanto i genitori si rendono conto che i loro figli stanno introiettando i valori e i modi di vivere della società ospite, la stessa società che nega loro la cittadinanza. Specialmente per gli studenti nati o scolarizzati in Italia, che possiedono brevi esperienze di vita nel paese dei genitori, essere considerati “stranieri” dalla società in cui sono cresciuti provoca frustrazione e rabbia; negare loro la cittadinanza italiana costituisce una forma di discriminazione e di non accoglienza.

Contemporaneamente, stare alle regole di una cultura familiare con cui non si identificano totalmente, che chiede lealtà e disapprova la libertà di scelta, provoca tensioni, un vissuto di sradicamento e di estraneità.

Cittadini sospesi tra due mondi nei quali non sono totalmente riconosciuti, cittadini italiani di fatto e di un’altra origine di diritto, stanno faticosamente cercando di mediare e di capire a quale dei due vogliono appartenere.

Lo scopo del progetto che abbiamo ideato è quello di accompagnare gli studenti nella costruzione di un’identità nuova, flessibile, che non vuol dire rinunciare a tutto quello che eri prima per accettare la cultura dominante ma scegliere, senza rancore, con la voglia di mostrare un’immagine inedita del nuovo cittadino, che può essere allo stesso tempo conservatore dei valori fondamentali e promotore di nuovi orizzonti. Puntare su una coesistenza di culture e non su una predominanza, sottolineando il valore aggiunto di chi vive l’intrecciarsi dei due mondi, sono alcuni dei pensieri che stanno alla base del progetto, per costruire una identità flessibile e in continua evoluzione.

Parlare di sé con linguaggi diversi per lasciare una traccia e raccontare una storia che altrimenti non sarebbe rimasta nella memoria. Parlare di sé è uno strumento potente per la costruzione dell’identità, messa a dura prova da un vissuto quotidiano di precarietà e insicurezza, che permette di diventare consapevole e protagonista del proprio percorso di vita. Il fenomeno migratorio con cui ci confrontiamo oggi è composto da tante singole storie a cui vogliamo dare valore, e dare valore a tutti gli sforzi quotidiani che gli studenti immigranti compiono per inserirsi nella vita scolastica, sociale e culturale italiana.

2017-11-24-PHOTO-00000042

http://www.castiglioneuno.gov.it/intercultura/

Scriviamoci una storia

Presentazione Prezi

“Mi dice la mia casa: Non abbandonarmi, il tuo passato è qui. Mi dice la mia strada: Vieni, seguimi, sono il tuo futuro. E Io dico alla mia casa e alla mia strada: C’è un andare nel mio restare, E un restare nel mio andare…” Kahlil Gibran.

ITALIANO FUORI DALL’AULA

L’idea del progetto parte da un’esperienza personale di immigrata.

Alcuni anni fa, quando sono arrivata in Italia, non conoscendo la lingua, ho iniziato a frequentare un corso di italiano L2. Siccome la sede era nel centro di Velletri, un paese in provincia di Roma, andavo in macchina e cercavo un posto vicino, peccato che non conoscendo la segnaletica dei parcheggi e lasciando la macchina nelle strisce blu, mi trovavo dei bigliettini rosa sul parabrezza, che il Comune di Velletri, o meglio, la cooperativa Raggi di Sole, per conto del Comune, mi regalava puntualmente.

IMG_5389

Non sapevo cosa fossero, perché scritti in font piccolo e in un registro incomprensibile per uno straniero( ai sensi della Legge….) che non conosce la lingua. Intanto continuavo ad andare a fare le lezioni dove l’attività principale era, secondo il metodo grammaticale, completamento degli esercizi con il verbo essere e avere: io sono, tu sei ecc.

Riflettendo sulla mia esperienza di immigrata NAI (neo arrivata in Italia), mi sono chiesta se per uno straniero adulto, non fosse più proficuo anziché fare la lezione in aula, sfruttare tutte le situazioni comunicative del territorio, finalizzando l’apprendimento della lingua alla conoscenza della cultura, del modo di vivere, del territorio, incluso la segnaletica dei parcheggi? Si da per scontato che chi arriva in Italia sappia integrarsi soltanto apprendendo la lingua scollegata dalla cultura e si continua a svolgere la lezione asettica che diventa una ripetizione di vocaboli, fine a se stessa e scollegata dalla realtà.

Da questa idea è partita la sperimentazione che faccio da due anni come insegnante L2 di Mantova Solidale, con gli adulti profughi provenienti dai paesi dell’Africa centrale e del nord.

L’idea è di sfruttare tutte le situazioni comunicative del territorio che sono utili all’apprendimento della lingua e motivanti perché funzionali alla vita di tutti i giorni.

Questo significa strutturare il corso in modo da permettere allo straniero di imparare direttamente sul posto: in un supermercato, nelle piazze più importanti del paese, alle poste, in biblioteca, in comune rispondendo così alla funzione pragmatica della lingua. Ogni lezione si sviluppa intorno ad un evento specifico: visita in comune per chiedere i documenti necessari per la carta di identità, visita in un supermercato per imparare come orientarsi con l’organizzazione delle merci sugli scaffali, la ricerca di lavoro nei giornali e online, esercitarsi con la posta elettronica scrivendo semplici mail, visita alle poste per vedere come si fa un pagamento e come si spedisce una lettera, imparare a cucinare un piatto italiano, andare in un bar per prendere il caffè, fare un colloquio di lavoro, visitare le piazze più importanti del paese, andare al mercato, ascoltare le canzoni italiane.

Le lezioni così strutturate permettono allo straniero di conoscere e di amare la cultura italiana, base per una serena e veloce integrazione sociale.

L’integrazione non è mai solo un impegno personale, ma anche una impegno della comunità accogliente. In un paese in cui mi sento accolto è più facile che mi integri rispetto a un paese  in cui percepisco la diffidenza, i pregiudizi, l’odio.

Uscendo fuori per fare lezioni, diamo modo alla comunità di vedere che i profughi sono spesso dei ragazzi come i ragazzi italiani, hanno gli stessi interessi, voglia di imparare, di ascoltare la musica, di leggere, di conoscere la storia, alcuni sono laureati nel paese di origine. L’insegnante L2 diventa, attraverso le esperienze di insegnamento sul territorio, un educatore della comunità.

Italiano fuori dall’aula presentazione con Prezi

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...