Gli spazi intorno a noi. La visione dall’alto-classe seconda

Disciplina: geografiageo

Classe: seconda

Traguardi per lo sviluppo di competenze

L’alunno si orienta nello spazio circostante e sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti cardinali.
Utilizza il linguaggio della geograficità per interpretare carte geografiche e globo terrestre, realizzare semplici schizzi cartografici e carte tematiche, progettare percorsi e itinerari di viaggio.

Obiettivo di apprendimentotraguardi

Rappresentare in prospettiva verticale oggetti e ambienti noti (pianta dell’aula, ecc.) e tracciare percorsi effettuati nello spazio circostante.

 Leggere e interpretare la pianta dello spazio vicino.

Localizzare e rappresentare oggetti nello spazio rispetto a sé, ad altri e ad oggetti, usando il sistema di riferimento: dall’alto.

La geografia ci parla dello spazio, cioè i luoghi e gli ambienti che si trovano sulla Terra. Lo spazio che ci circonda corrisponde anche ai luoghi dove viviamo: la nostra casa, la nostra scuola, il nostro paese, la nostra città, la via dove passeggiamo, il lago e il mare dove facciamo il bagno.

Tanti spazi diversi

Noi occupiamo degli spazi

  • spazi per le attività: scuole, uffici, università, biblioteche;
  • spazi per vivere: casa, alberghi;
  • spazi per rapporti sociali: parco, piazza, teatro, cinema, ristoranti.

Questi spazi sono stati organizzati dall’uomo per soddisfare i propri bisogni primari e secondari.

Alcuni bisogni sono indispensabili per la sopravvivenza: sono i bisogni primari, che riguardano il tuo corpo.

Altri bisogni non sono legati alla sopravvivenza: sono i bisogni secondari. Essi sono importanti perché migliorano la qualità di vita.

 

Ogni spazio ha una sua funzione

  • spazio pubblico: appartiene a tutti (le strade, i parchi, la biblioteca, la scuola).
  • spazi privati: appartengono a una sola persona (casa, terreni, auto).

Nessuno spazio è isolato ma tutti sono in relazione tra di loro.

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Tutte le cose occupano uno spazio che possiamo rappresentare con un disegno.

Appoggia i seguenti oggetti sul foglio, disegna il contorno e colora leggermente l’interno:

gomma

righello

temperino

colla

matita

Imparare a rappresentare da diversi punti di vista è indispensabile per passare dal disegno alla mappa.

Iniziamo con l’osservazione di alcuni oggetti che si trovano in aula, ad esempio una sedia. Mettiamo la sedia al centro dell’aula e poi osserviamola da posizioni diverse: di fronte, da dietro, di lato, dall’alto.

Se cambiamo il punto di osservazione lo stesso oggetto assume forme diverse.

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Compito per casa: osserva e disegna i seguenti oggetti visti dall’alto

bicchieri

scatola

bottiglie

banco

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Si chiede ai bambini di immaginare di volare sopra l’aula e di pensare ai vari elementi presenti visti dall’alto.

Successivamente si passa alla rappresentazione grafica e al confronto tra i disegni di lato, di fronte, dall’alto rilevando gli elementi comuni e le differenze. I bambini vengono guidati a osservare che uno stesso oggetto può avere forma e dimensioni diversi a seconda del punto da cui lo osserviamo.

 

La rappresentazione dell’ambiente classe

Fasi di lavoro

  • Osservazione dell’aula;
  • Scelta di simboli per rappresentare;
  • Realizzare la mappa sul quaderno.

Per realizzare la mappa dell’aula, gli alunni vengono sollecitati a pensare e a provare attraverso il disegno a rappresentare gli oggetti presenti nell’aula.

Guardando i disegni si riflette sul fatto che ognuno aveva rappresentato lo stesso oggetto in modo diverso, quindi era necessario di metterci d’accordo per trovare un unico modo di rappresentare lo stesso oggetto.

Questa riflessione ha dato lo spunto per iniziare il lavoro guidando i nostri alunni nella loro rappresentazione e dimostrando l’importanza di usare dei disegni, con dimensione piccole e con un significato uguale, che chiameremo simboli. Con gli alunni si elaborano una serie di simboli che costituiranno la legenda della mappa.

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Il plastico della classe-fasi di lavoro(in coppia)

  • Osservazione dettagliata dell’aula (posizione degli oggetti e arredi);
  • Ricostruzione dell’ambiente(posizione della porta e delle finestre, colore delle pareti);
  • Ricostruzione degli oggetti e degli arredi;
  • Presentazione del lavoro ai compagni.

Occorrente: una scatola come quella delle scarpe, cartoncino colorato, taglierino, forbici, colla, vinavil, matita, righello, pongo, matite colorate e pennarelli.

Ricostruzione dell’ambiente: rivestire la scatola con i colori dell’aula.

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La creazione degli arredi.

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Terza settimana: presentazione del lavoro finito ai compagni(materiali utilizzati, colori scelti, organizzazione complessiva del lavoro, difficoltà incontrate).

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La classe che vorrei -in versione Barbie.

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Non è vero che i bambini sono straordinari?

Un bambino creativo è un bambino felice.(B.Munari)

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La creatività è innata o la impariamo? Oppure deriva dalle esperienze che facciamo?

Con queste domande in mente, gli scienziati della NASA hanno preso in considerazione 1600 bambini di età compresa tra i 4 e i 5 anni, per provare a darsi delle risposte scientifiche e comprovate.

Il test che hanno proposto ai bambini gli scienziati della NASA doveva fare capire quanti di loro potessero essere considerati dei “geni della creatività”. La percentuale dei “geni creativi” fa riflettere: il 98% dei bambini sono da considerarsi “creativi”.

Dopo cinque anni, quindi, gli scienziati hanno richiamato i 1600 bambini, per vedere lo sviluppo della loro creatività a 10 anni. Il risultato? Solo il 30% dei bambini poteva essere ancora considerato un genio nel settore creatività e immaginazione.

Dopo altri cinque anni la percentuale è precipitata ancora, fino al 12%. E in età adulta le persone “rimaste” creative erano solo il 2%.

I dati fanno riflettere: le esperienze che i bambini fanno a casa, a scuola, nel tempo libero non sviluppano la creatività.

fonte

https://www.mammapretaporter.it/educazione/educazione-naturale/siamo-tutti-creativi-ma-la-scuola-ci-cambia

 

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